Carmelita Brunetti, ART ON WORLD (29/01/2024)

 IOSONOVULNERABILE: L’EXCARCERE PONTIFICIO DI VELLETRI È IL LUOGO DI INVESTIGAZIONE PER UN PROGETTO DI ARTE CONTEMPORANEA TRANSDISCIPLINARE

Esiste un posto che noi definiamo strano o inappropriato per la bellezza dell’arte? Un luogo inusuale, per immaginare progetti artistici? Esiste e lo ha trovato Sergio Mario Illuminato nella sede dell’EXCARCERE PONTIFICIO DI VELLETRI. È qui, in questo luogo, in cui si vedono macerie e rovine, che spuntano i fiori dell’arte attuale, delle sperimentazioni artistiche con il progetto “iosonovulnerabile, dunque vivo. Arte è amare la realtà!”, un progetto transdisciplinare, curato da Sergio Mario Illuminato. Noi di ArtonWorld lo incontriamo per saperne di più su questa nuova attività artistica.

Questo progetto abbraccia diversi linguaggi espressivi dell’arte. Può raccontarci come nasce l’idea di utilizzare questa sede abbandonata dell’ex Carcere Pontificio di Velletri, un luogo di oltre mille metri quadri costruito nel 1861 dalla famiglia Romani?

Viviamo in un periodo di crisi costante, dove l’ordine mondiale sta declinando e le leggi della Terra sono fuori controllo a causa dello sfruttamento eccessivo delle risorse naturali. L’identità dell’artista di oggi deve quindi attraversare linguaggi e culture, sperimentando equilibrio tra diverse forme creative e una sorta di inquietudine riguardo alle definizioni. La ricerca di IOSONOVULNERABILE si concentra su prospettive insolite, guidate dal concetto di ‘transdisciplinarità’, cercando di comprendere la complessità del mondo contemporaneo. Ci spostiamo in spazi inusuali, come le ‘zone interstiziali’ tra pittura e scultura, influenzati dal linguaggio del cinema, della danza, della musica e della fotografia. Lo scopo è ridefinire costantemente gli spazi espositivi e sperimentare pratiche creative relazionali che rivelino connessioni, affinità e sviluppi possibili con gli elementi partecipanti. In questo contesto è stata fondamentale la scelta dell’exCarcere Pontificio di Velletri, censito dall’ISTAT tra i 7 milioni di posti abbandonati in Italia da oltre 30 anni.
Perché? Come risposta alla drammatica situazione attuale delle esposizioni internazionali d’arte contemporanea che relegano l’arte ai margini di spazi ideologici come musei, fiere e gallerie, entità astratte sempre più separate dalla realtà.
Claudio Parmiggiani, tra gli artisti con voce internazionale, ha sollevato un’interessante domanda: Cosa si può costruire oggi in arte, a partire dall’ottimismo offensivo, modaiolo e festaiolo di un mondo dell’arte al borotalco che, mentre tutto brucia, ci indica Disneyland come prospettiva?
Personalmente, come risposta, ho sentito la necessità di re-agire artisticamente sfuggendo dagli spazi anestetici predefiniti che relegano l’arte ai margini e ho provato a ‘mettere al mondo il mondo’, come affermava Alighiero Boetti. Lavoro per riabilitare le ‘Cattedrali contemporanee della vulnerabilità’ che includono ex carceri-ospedali-mattatoi-caserme-chiese-fabbriche-scuole…e altri luoghi in stato di grave abbandono

Come ha risposto il territorio vedendo svolgere delle attività artistiche in un luogo quasi dimenticato?

La pratica performativa transdisciplinare ‘iosonovulnerabile’ è l’ultima testimonianza del patrimonio storico dell’exCarcere Pontificio di Velletri, rimasto intatto per due secoli prima di sperimentare una trasformazione irreversibile; vorrei quindi riportare le stesse parole degli amministratori locali che hanno patrocinato, insieme alla Regione Lazio, l’iniziativa: “IOSONOVULNERABILE – scrive Pierluigi Sanna Vicesindaco Città Metropolitana di Roma Capitale – è la giusta occasione per riflettere, al di fuori degli spazi convenzionali e delle consuetudini, sull’essenza della natura umana, la sua vulnerabilità, il valore della condivisione e il ruolo delle comunità. L’originale narrazione visiva e l’espressione artistica, curata da Sergio Mario Illuminato, offre uno sguardo speciale ed emozionante sul potere trasformativo dell’arte in contesti storici, culturali e sociali unici. La Città Metropolitana di Roma Capitale ha riconosciuto il valore di questo progetto e gli ha concesso il proprio patrocinio.” Chiara Ercoli ViceSindaco, Assessore alla Cultura Comune di Velletri ci scrive invece: “Assistiamo a questa rinascita grazie all’arte. Sono la cultura e l’arte stessa che ci fanno comprendere, che ci aprono gli occhi su quello che è stato e su ciò che può diventare. Grazie a Sergio Mario Illuminato, la storia di questo edificio prende vita.”
Evidenzio infine, che oltre alla forte adesione da parte della stampa e del pubblico, il coinvolgimento delle scuole e dei giovani è la parte delle attività che ci ha permesso meglio di capire come il drammatico presente sta rendendo necessario e urgente riscoprire la forza e l’energia fondativa della ‘vulnerabilità’ e del ‘fallimento’ quale componente essenziale per ricomporre un progetto umanistico, civile e culturale all’altezza dei tempi che viviamo.

Chi sono gli artisti che lavorano con Lei per portare avanti i progetti artistici?

I progetti hanno preso forma e struttura con la costituzione del Movimento VulnerarTe APS, ente no profit accreditato nel Registro Nazionale del Terzo Settore e nel Registro Nazionale Alternanza Scuola-Lavoro.
iosonovulnerabile’, nello specifico, è un progetto transdisciplinare che vuole offrire una finestra sulla vulnerabilità umana ed il potere trasformativo dell’arte in contesti storici, culturali e sociali unici, attraverso la narrazione visiva e l’espressione artistica.
In questo processo gli artisti aderenti al Movimento sono stati coinvolti esplorando con modalità innovative la vulnerabilità umana in tutte le sue espressioni, creando connessioni nuove tra programmi espositivi, educativi e didattici ed interagendo attivamente con diverse forme espressive come pittura, scultura, danza, cinema, musica e fotografia.
Ripetiamo che viviamo un presente levigato che rifugge costantemente da ogni forma di dolore e che ha portato gradualmente ma inesorabilmente all’irrilevanza dell’arte, privandoci anche di qualunque possibilità di comprensione, di interpretazione e di contemplazione vera e autonoma. Gli artisti che lavorano con me reclamano invece i loro diritti sulla vita con un agire implacabile che deve rompere radicalmente con il passato, cercando una scossa tremenda rispetto all’esistente.

Che difficoltà ha riscontrato per poter utilizzare questo posto?

L’exCarcere Pontificio di Velletri è uno spazio inagibile e destinato alla demolizione dello stato architettonico di fatto di questi ultimi due secoli. Esclusivamente in maniera sperimentale e contingentata per ragioni di tutela è stato possibile realizzare tutte le attività da me curate in questo posto straordinario. Per questo dobbiamo uno speciale ringraziamento, oltre che alle amministrazioni patrocinanti, all’Arch. Paolo Candidi, Dirigente del ‘Settore VI – Programmazione e Sostenibilità’ del Comune di Velletri per la collaborazione e il supporto all’accesso all’exCarcere Pontificio di Velletri.

Ha nuovi progetti in cantiere?

Nel 2023 mi sono dedicato a scrivere “Corpus et Vulnus” il libro da cui è nata la Residenza d’Artista e la Pratica Performativa di Velletri. Ora sto completando la produzione del cortometraggio ‘Vulnerare’ che sarà lanciato in distribuzione a fine anno. Nel contempo abbiamo avviato attività didattiche nell’ambito del programma ‘Alternanza Scuola-Lavoro’ del Ministero dell’Istruzione e della Ricerca. Ma le attività a cui teniamo di più sono l’estensione del lavoro di Velletri con le nuove pratiche performative a Roma, Palermo e Torino per poi approdare, sempre nel 2024, a Parigi. Grazie.

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