ARTISTA, REGISTA, AUTORE.
Da oltre trent'anni sviluppa una ricerca artistica transdisciplinare.
IOSONOVULNERABILE ne rappresenta oggi la sintesi internazionale.
l'arte è un organismo vivente: respira, cresce, si trasforma
Le opere cinematografiche rappresentano la convergenza di una ricerca che attraversa fotografia, arti visive, pratiche performative, editoria e formazione.
VULNERARE (2024-2026).
Film sperimentale nato dall'incontro tra residenza artistica, performance e ricerca negli spazi dell'Ex Carcere Pontificio di Velletri, chiuso da oltre trent'anni e rimasto cristallizzato nel tempo.
Prima mondiale al New York City International Film Festival, prima europea all'Istituto Italiano di Cultura di Parigi.
SGUARDI DELLA CRITICA
Muri, pavimenti, soffitti diventano tagli, ferite, faglie, cesure - materia che si fonde con la coreografia in un'unica partitura visiva.
Bruno Di Marino - Storico dei media
Riconoscere la vulnerabilità non significa debolezza, ma presenza. Vulnerabile dunque vivo.
Jessica Dalby - Critica cinematografica
Un progetto complesso dove la vulnerabilità viene esorcizzata e trasformata in emozione attraverso svariate forme artistiche.
Sergio Battista - Critico cinematografico
Riconosciute tra le Buone Pratiche Culturali della Regione Lazio con Atto n. G08510 del 25/06/2024 della Regione Lazio – Direzione Regionale Cultura, Politiche Giovanili e della Famiglia, Pari opportunità, Servizio Civile
Questa ricerca si sviluppa attraverso prospettive insolite guidate dal principio della TRANSDISCIPLINARITÀ, come strumento per attraversare e comprendere la complessità del presente. Abitiamo le ZONE INTERSTIZIALI tra pittura∞scultura, lasciandoci attraversare dai linguaggi del cinema, della danza, della musica e della fotografia, per ri-significare continuamente i luoghi espositivi e sperimentare pratiche creative relazionali capaci di rivelare connessioni, affinità e possibilità latenti tra gli elementi partecipanti. Da questa necessità prende forma una ricerca espressiva aperta e inconclusa, orientata verso una dimensione autoriale che, attraverso il «TESSUTO-TRAMA-COSMICA» degli «ORGANISMI-ARTISTICI-COMUNICANTI», si fonda sulla «CO-EXISTENCE». Nascono così anelli performativi irregolari: luoghi di incontro e di comunità, spazi di generazione condivisa e conoscenza attiva, non semplici dispositivi di fruizione. Si tratta di una re-inversione di tendenza nell’arte, distante dalle logiche esclusive e dai sistemi autoreferenziali ormai privi di slancio vitale. In questa prospettiva si intrecciano i temi del «CORPO-OLTRE-MATERIA», della «VULNERABILITÀ», dell’«ETICA-NOMADE» e dell’«ESTETICA-DELLA-CONVERGENZA», fondata sui processi creativi delle ROVINE, per ampliare, deviare e ridefinire la domanda contemporanea rispetto alle narrazioni propagate attraverso il para-verso.
6 dicembre 2024 - 23 febbraio 2025, ROMA
IOSONOVULNERABILE: (3° cap.) ‘antagonista del contemporaneo arte è amare il silenzio’, all’ex carcere femminile, oggi Villa Altieri Palazzo della Cultura e della Memoria.
3 ottobre - 29 novembre 2024, PARIGI IOSONOVULNERABILE: (2° cap.) ‘fallire è una conquista arte è amare l’errore’, in un prestigioso ‘hôtel particulier’ della fine del ‘700, oggi Istituto Italiano di Cultura di Parigi.
Ed ancora, centinaia di mostre personali e collettive (2020-2025) sia in Italia che all'estero, tra cui in Francia, Regno Unito, Russia, Lettonia ed Emirati Arabi Uniti. Opere pittoriche e scultoree sono stabilmente presenti su importanti piattaforme d'arte e directory.
Fluidi e in costante trasformazione, questi lavori si sottraggono all’idea tradizionale dell’opera d’arte come forma compiuta, stabile e definitiva.
La loro materia evolve nel tempo, attraversata da processi naturali che ne modificano l’aspetto e la struttura.
In questo continuo mutamento si manifesta una dimensione entropica: l’opera non si fissa in uno stato permanente, ma si configura come un organismo vivente, aperto al divenire, alla relazione e alla trasformazione.
Gli OAC non offrono risposte definitive, ma aprono spazi di riflessione critica, esponendo l'ambiguità dell'esperienza umana.
SGUARDI DELLA CRITICA
Opere e luogo si ibridano per continuità, generando un organismo vivente in cui il pensiero non assume una forma definitiva, ma resta aperto come la vita stessa.
Più che una mostra, un dispositivo vivente: un intreccio di immagini, pensiero e luogo che mette al centro la condizione fragile e mutevole dell’esistenza umana.
Franco Speroni, scrittore, storico e critico d’arte
Gli Organismi Artistici Comunicanti scoprono di essere dispositivi culturali dell’essere natura, meccanismi di comunicazione con chiunque voglia sfiorarli, osservarli, toccarli.
Noi, spett-attori e co-creatori, diveniamo parte dello stesso gioco di forze: ogni caduta è ritrovamento di nuove conoscenze e inedite conquiste.
Roberta Melasecca, scrittrice e curatrice d’arte
Le opere non sfuggono al tempo e allo spazio: li attraversano, li interpretano e li trasformano in un’esperienza umana condivisa, in una testimonianza di vita possibile.
E noi, spett-attori e co-creatori con l’opera e con l’artista, diveniamo parte dello stesso gioco di forze, nello scambio simbiotico di pelle, tensioni e percezioni.
Giulio Casini, psicologo arte, cinema e danza
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Per sei mesi, un collettivo di artisti internazionali insieme a tecnici e studenti dell'Accademia di Belle Arti di Roma ha abitato le celle decadenti e i corridoi bui della struttura. Gli artisti hanno operato una sorta di "speleologia creativa" prima che l'edificio andasse incontro a una ristrutturazione e trasformazione irreversibile.

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Entrare Fuori Uscire Dentro si propone di indagare il tema della vulnerabilità attraverso l’espressione artistica, guidando gli studenti in un viaggio di autoesplorazione e di approfondimento del proprio rapporto con il mondo.

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